domenica, 29 luglio 2007

Sacrilegio!



Il nuovo inno dei ragazzini dell'mtv generation?
(tra un mondomarcio e una rihanna)

mercoledì, 25 luglio 2007



E' morto Ulrich Mühe, il bravissimo protagonista de "Le vite degli altri"
R.I.P.

domenica, 22 luglio 2007

Finita la pacchia

Puf!

sabato, 21 luglio 2007

Кристиано Лукарелли

UN OTRO MAS

Dovrebbe significare un altro ancora o qualcosa del genere. Lo si è usato per chiedere altra sangria, altra birra o altre tapas. Era l’unica frase detta con cognizione di causa.
Lo spagnolo non è facile: sembra simile all’italiano (e in effetti lo è) ma se lo fondi con un inglese approssimativo e con una spruzzata di dialetto rozzavallese non è una passeggiata farsi capire o pronunciare frasi intere di senso compiuto. Ogni volta che ti relazionavi con il nemico era una potenziale figura di merda, non l'avevo messo in conto.
Caña si può dire di birra ma non di sangria (caña = pinta? probabile. comunque si, avevamo un vocabolario ma era datato anni '70 e incredibile a dirsi in 37 anni è stato coniato qualche neologismo che magari ha soppiantato altri modi di dire usati fino a quel momento. risultato: la metà delle parole cercate non c'erano) Le Marlboro costano 2.95 (ricordo che qui 4.10)

Daccapo. Lavori la mattina, parti il pomeriggio per BG col treno (sperando nelle mille coincidenze) e aspetti l’aereo per ore (e ore) senza dormire perchè riesci a farlo solo su quella tavola chiamata letto. Paglia prima dell'imbarco e vedo un ragazzo con maglia bianca e disegno raffigurante una corona, occhialoni avvolgenti e capelli ingellati come quello alla tv. Un suo clone. Allora penso: avrò nostalgia dell'Italia in questi 10giorni? no. Gli amici del clone appena lo vedono così conciato lo prendono per il culo, oh grazie ragazzi.
In una domenica mattina assolata arrivi in Andalusia. Hai tutto il giorno davanti ma allo stesso tempo devi dormire e Siviglia ti accoglie con un abbraccio caldocaldo, l’ideale per chi è con valigie e bagagli vari e non sa in che parte di città è stato lasciato dall'autobus. Si entra in un parco con qualche dubbio sul da farsi. Guardo la cartina: sentenzio: siamo qui, il centro è lì, dobbiamo andare per di qua, siamo a cavallo. Per sicurezza chiedo a un indigeno con figlio a seguito che cerca ripetutamente di centrarmi con la palla:
- dove siamo? qui?
- no no (e gira la cartina), siamo qui
- ahhh, tutt'altra parte

Lui è zuppo di sudore ma profuma di borotalco.
Arriviamo in centro e ci rintaniamo in un hostal che è una topaia con finestra vista muro ma stanchi come siamo ci buttiamo sul letto e vaffanculo. Ricorderò gli asciugamani, che erano lisi come le mie mani non avevano mai sentito: semplicemente non riuscivano ad asciugarle, posso solamente supporre che dopo 20 anni di usi e lavaggi continui e senza mai cambiarlo l'asciugamano possa diventare così...inutile.
E stiamo a Siviglia tre giorni durante i quali cambiamo hostal (maddai), maciniamo km su km, vediamo cattedrale&giralda, real alcazar e quartieri caratteristici, evitiamo la merda dei cavalli e le donne che vendono le piante di rosmarino davanti ai monumenti. E ci ubriachiamo di sangria. Siviglia è: negozi di scarpe, gente in giro, gelati con una sola palla di gusto (è giusto poterne scegliere solo uno tra 50 disponibili?), tortilla spagnola e starbucks (frappuccino alla vaniglia tornaaa). Nel barrio di santa cruz, diceva la guida, c'era un posto assolutamente da non perdere per gustare tanti tipi di tapas a prezzi stracciati: ci arriviamo all'ora di cena e mi butto nella calca, chiedo "esto!" non c'è, allora esto! no, allora esto qua! (si è capito che so dire solo esto?), a scriverlo così non posso dare l'idea del bordello che c'era comunque percepisco nettamente la pena nei miei confronti ma anche lo sguardo da presa per il culo dei baristi e degli avventori. Ultima tapa: mi sembra salsiccia e verdurine ma non saprei come chiedere cosa ci sia dentro e dico esto!, ci sediamo e assaporiamo ma non è salsiccia, forse è un pene di maiale, o forse cervello allungato di un'anguilla.
Atun è tonno. Non ho trovato la maglia col toro nero, quello fermo, calmo con le palle che penzolano...porca eva sempre tori imbizzarriti o sorridenti o cartoon, niente toro negro, fiero, incazzato.
Poi si è partiti con il treno per Cordoba e prima di salire sull'autobus per la stazione mi rimane in mano il manico della valigia. Schiantato.
Cordoba ci ha accolto con 42 gradi di caldo secco ma cazzo si è rivelata la città meno caotica e dove forse siamo stati meglio. Scendiamo dall'autobus al solito senza sapere dove siamo. Entro in un bar per la solita figura di merda e
chiedo dove sta la Mezquita, credo di capire che siamo da tutt'altra parte e con un tovagliolo allunga la cartina  e disegna alcune strade. Mi chiede se parlo francese, cazzo sì, ma non ci capiamo lo stesso. Fuori si schiatta e abbiamo valigiee&zaini sulle spalle. Sono le 15. Gli faccio segno di aver capito ma non è vero, eppure dovremmo essere nei paraggi. Vogliamo appoggiare tutto da qualche parte e distenderci. Arriviamo in un hostal carinissimo e quando entriamo c'è frescura e buon profumo. La stanza è ok, la finestra è con vista caldaia ma più spaziosa dell'altra, c'è un piccolo patio con piante e paraventi.
Doccia, siesta e si parte per il centro e anche qua stessa sensazione di Siviglia: ci sembrava tutto distante invece siamo vicini a tutto ciò che volevamo fare e vedere. E infatti vediamo e facciamo praticamente tutto ciò che era nelle possibilità di due esseri umani in due giorni inclusa ovviamente il pezzo forte: la Mezquita (moschea), che non scorderò tanto facilmente.
P1040594La particolarità dell'immenso edificio in due parole è questa: in mezzo, nel cuore della moschea è stata costruita una cattedrale cristiana. Alla riconquista di Cordoba da parte dei re ciellini questi imbecilli pensarono bene di far vedere quanto ce l'avevano grosso e fecero ciò che è adesso. E sinceramente hanno fatto di tutto per far perdere fascino alla parte araba ma non ci sono riusciti manco per il cazzo. Ci accodiamo a un gruppo di italiani con guida e ci defiliamo il necessario per non dare fastidio ma ascoltiamo tutto attentamente. La guida era sprecata per il gruppetto di 50-sessantenni, le donne avevano i piedi gonfi e si dovevano sedere ogni due minuti, gli uomini parlavano al cellulare e se ne fottevano dello spettacolo che li circondava. Poi li abbiamo seguiti al di fuori della moschea e ci siamo addentrati nei vicoli della juderia, il quartiere ebraico (a pensarci bene qui hanno convissuto per un periodo cristiani, musulmani e ebrei, diobò. poi i cristiani hanno detto: "o vi convertite o vi levate dai coglioni") e siamo arrivati alla sinagoga. Dopo la spiegazione li abbiamo lasciati perchè iniziavamo a sentirci un pò osservati e per la fame.

P1040493I piedi a mollo e i bocadillos (panini imbottiti, anche con la frittata di patate) sono Cordoba, insieme al gatto dei giardini dell'Alcazar che assomigliava allo scomparso Campione (con 10kg di meno) e ai
bagni arabi da poco ristrutturati che fanno bene per...per...allenarsi agli eventuali sbalzi di temperatura. Siamo entrati verso le dieci di sera (io con ritardo perchè non riuscivo ad aprire l'armadietto) e ci aspettavano tre vasche: fredda, temperata e calda. Entriamo nella temperata, c'è altra gente ma io non vedo niente perchè sono senza occhiali, si deve parlare a bassa voce, le luci sono soffuse (locale scambista?), dopo andiamo nella calda (40°) e di seguito nella fredda (8-10°) e così per un paio d'ore giocando a fare finta di essere esperti di temperata-fredda-calda-fredda-temperata-calda-fredda-temperata-calda-temperata ecc... poi a mezzanotte gli inservienti ci dicono bruscamente di levare le tende. Come direbbe un mio amico: dai oh cazzo è stata n'esperienza dai avemo giogato e scherzato fanculo me sò divertito.
Uff, continua.

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venerdì, 20 luglio 2007

La Voltapagine



L'espressione della protagonista è la stessa in quasi tutto il film: eccola qui sopra.
Mélanie, figlia di un macellaio, è una bambina perfettina che vorresti gonfiare di botte con una grande passione per il piano: deve superare l'esame per il conservatorio che starebbe a significare tasse pagate e tanta felicità ma viene distratta da un membro della giuria non troppo attento (un'acclamata pianista) che firma un autografo durante la sua esibizione. Viene scartata e deve abbandonare il suo sogno.
La troviamo una decina di anni dopo sobria&perfettina mentre sta facendo uno stage nello studio di un avvocato, che guardacaso è il marito della pianista in giuria.
Si insinuerà nella sua vita distruggendola in tanti piccoli pezzi orchestrando un piano di vendetta lucido all'inverosimile.
Il film è ben scritto e diretto (da un ex violoncellista) e con il passare dei minuti cresce l'ansia sul come,dove,quando e "se" la gelida Mélanie esploderà. Ma soprattutto se cambierà espressione.

Per chi (chi?) fosse in ascolto: è uscito in dvd

Noleggiatelo, compratelo, masterizzatelo...discutiamo di Gambini e delle saghe islandesi tutti (tutti?) insieme, dai!

giovedì, 19 luglio 2007

Da... aridatece i Wolfango a... sò tornati i Wolfango!


venerdì, 13 luglio 2007

Infinita Tristeza ma cosa ci vuoi fare

La mia corsetta mensile
(che fa tanto bene al fisico)
si è fermata a 17 minuti

almeno ho scoperto un disco con i controcojones
Il teatro degli orrori - Dell'impero delle tenebre
(in realtà non ce l'ho fatta ad ascoltarlo tutto, sarei stramazzato a terra)



giovedì, 12 luglio 2007

Gli scarafaggi che popolano il mio bagno del piano terra (dalle 0.30 alle 5.00) hanno partorito!
Stanotte al mio arrivo c'era un party per i parti: ho dovuto fare una strage.
Mi mancano già.