lunedì, 31 gennaio 2005

Fermi tutti!

apprendo ora-in-questo-preciso-istante dell'uscita del nuovo album di Ginevra Di Marco "Disincanto".

In attesa dell'ascolto del nuovo ciddì, posto una canzone, contenuta in "Noi non ci saremo volume 1" dei CSI, dove Ginevra dà un'interpretazione fantastica..

tremolante Riflesso

d'immagine svanita

sfuocata incandescente

immagine svanita

fiorisce un Sorriso

che sgorga dalla Mente

sorriso faticato ............ si muove avanza

riconoscente    ............ mi prega mi confonde

su Anni desolati

eccitati indulgenti

pesanti come mai ............ si muove avanza

che non so ricordare ................ mi alza mi sospinge

solo ciò che riguarda il mio cuore

di ogni resto non so ricordare

_ "Il resto" _

..e sempre tra le mie preferite, una sua partecipazione incendiaria alla canzone "Divora" dei Santo Niente

...divora pillole

divora uomini

sei già suo schiavo e lei...

divora......

!!!!

domenica, 30 gennaio 2005

 

L'altro pomeriggio, si è verificato un episodio positivamente sconcertante...ebbene...ho lavorato! Le mie sostituzioni si fanno via via più sporadiche e, per questo motivo, ogni volta che lavoro è un evento da festeggiare.

Vado a casa del ragazzo che devo affiancare e si riparte con la sua preziosa cassetta di Pino Daniele cacciata nello stereo senza dire una parola. Argh!

Arriviamo alla lezione di Arte-terapiabarraRilassamento-terapiabarraMusico-terapia in perfetto orario. Ci si deve togliere le scarpe e la mia domanda interiore è "mi sono lavato i piedi?". La risposta è "forse si, ma potresti asfissiarli lo stesso". Dopo esserci seduti, ci presentiamo e la ragazza che presiede il corso ci dice di rilassarci...poi di iniziare a camminare per la stanza..sempre più veloce...poi di salutarci...poi di stringerci la mano...poi di sorriderci....poi finalmente ci dobbiamo ri-sedere. Quattro canzoni orribili da ascoltare nello stereo, quattro fogli bianchi, una marea di colori per disegnare le "emozioni che queste musiche vi danno, mi raccomando!" (MeStessoIo ha disegnato un'opera astratta versione ameba, righe sghembe rosseblugialle, la terza purtroppo l'ho saltata causa pipì impellente e..per finire..un punto rosso - eccheccazzo, era un chanson hippo-hopp!!) .....2 le scene trash del pomeriggio: Uno- Mircotto che zompa di qua e di là urlando che lui non vuole sentire cazzi, vuole Pino nello stereo che canta che male c'è che c'è di male se la mia vita ti appartiene ed è normale. Due- IoProprioIo che tenta di spiegare il significato dell'ameba e che, dovendo scrivere un pensiero sull'incontro appena avvenuto...sull'ennesimo foglio bianco, spennella un "vi stimo molto", cercando poi di farfugliare qualcosa di incomprensibile sul film da poco visto col Pasotti protagonista e che nessuno ovviamente comprende.

lunedì, 24 gennaio 2005

"Giorgio Pasotti, ti stimo molto!"

"Volevo solo dormirle addosso" di Eugenio Cappuccio - 2004 -

 

Aurelio Picca avrà mai letto il manga "Be Free" di Tatsuya Egawa?

venerdì, 21 gennaio 2005

Questo libro è innanzitutto la storia di un uomo, di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale nella seconda metà del Ventesimo Secolo. Perlopiù solo, egli intrattenne tuttavia saltuari rapporti con altri uomini. Visse in un'epoca infelice e travagliata. La nazione che gli aveva dato i natali scivolava lentamente ma inesorabilmente verso la fascia economica delle nazioni di media povertà; sovente incalzati dalla miseria, gli uomini della sua generazione pativano comunque un'esistenza solitaria e astiosa. I sentimenti d'amore, di tenerezza e di umana fratellanza erano in gran parte scomparsi; nei loro mutui rapporti, i suoi contemporanei davano assai spesso prova di indifferenza e di crudeltà.

Vorrei dimenticare questo libro. Non potrò mai dimenticare questo libro.

E' la storia di due fratellastri, Bruno e Michel, figli di una hippy ninfomane che ha negato loro l'amore materno per perseguire un suo ideale di felicità attraverso il bombare con amanti sparsi per il mondo, con la scusa della new-age. Quando leggevo quelle pagine avrei voluto urlare il mio dissenso ma andando avanti a leggere sarei rimasto senza voce.

Della trama non dico altro; avevo iniziato a scriverla ma ho dovuto - ahimè - cancellarla perchè mi sono reso conto che stavo scrivendo un ulteriore libro per parlare de "Le particelle elementari", essendo talmente tante le emozioni contrastanti che mi ha provocato la lettura. E' scritto in maniera sublime, mischiando narrativa, trattato scientifico, filosofico, il tutto con cognizione di causa. I protagonisti sono alla ricerca della felicità, che non arriverà mai o quasi. Per Bruno si tratterà di un breve periodo ma si concluderà in maniera tragica con il suicidio di Christiane e il suo auto-internamento in una clinica psichiatrica. Per Michel non andrà in maniera differente e anche Annabelle, colei che l'ha sempre amato fin dall'adolescenza senza essere mai ricambiata, si ucciderà dopo avere riscontrato di avere un tumore maligno. Le due eroine, in definitiva i due unici personaggi positivi del libro, si suicidano. Porcaputtana.

Michel per tutta la vita ha azzerato le sue pulsioni sessuali&emozionali; si è concentrato interamente nel suo lavoro di biologo molecolare. Quando Annabelle gli chiede di darle un figlio, lui accetta ma non proverà alcun piacere durante il rapporto ma penserà alle divisioni cellulari a lui tanto care. Cristodiddio.

"Perchè mai lui non provava niente? Inspiegabile."

La vita è una serie ininterrotta di fallimenti. di paure. di rapporti vuoti. di desolazione. La felicità è un miraggio inarrivabile. Questo emerge dalle pagine di questo libro e, pur non trovandomi d'accordo, posso dire che Houellebecq è riuscito a creare una trama indimenticabile.

 

mercoledì, 19 gennaio 2005

Sveglia alle otto e quindici, mi alzo infreddolito alle nove-e-mezza passate. Fuori piove e soffia un discreto vento, o almeno questo è ciò che mi fanno notare gli occhi non ancora del tutto aperti. Barba fatta alla cazzo, un saluto a Campionessa (mai chet n.d.r.) e mi fiondo in macchina. INXS come colonna sonora della giornata piovosa, una telefonata ad allietarmi il viaggio e l'elefantino blu che non tiene la strada come nota stonata. Arrivo, incredibile a dirsi, quasi in orario al lavoro   .

Chiedo al bidello dove si trova il ragazzo che devo affiancare quest'oggi. Primo piano. Mi appresto a salire le scale nel momento in cui un'orda famelica di urlanti ragazzini sta scendendo. Già mi vedo schiacciato e preso a calci    da quegli angioletti   cosicchè faccio dietro-front e li lascio distruggere tutto. L'aula è ben riscaldata , appena entro a destra c'è un pianoforte-a-coda-professional-serio che stona con l'ambiente giocoso circostante. Dialoghi monosillabici e tanti sorrisi, più o meno consapevoli, fanno arrivare le 12.20 in men che non si dica. Mi piace ciò che sto facendo, mi appaga!

....ma non mi paga! 310 euro al mese per 80 ore mensili. miraggio stabilità.

Poi l'apoteosi. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh 

sabato, 15 gennaio 2005

"Mare dentro" diretto dal midigo Alejandro Amenabar ha avuto sfortuna.

La storia - vera - di un tetraplegico spagnolo che, dopo 26 anni immobilizzato nel letto a seguito di un incidente, si batte perchè vuole avere il diritto di morire considerando la sua vita non degna di essere vissuta. Nel corso del film non si scade mai di tono (non era impresa facile) e Javier Bardem è strepitoso nelle vesti del cinquantacinquenne marinaio Ramon Sampedro. Mi rimarranno impresse le immagini, visivamente maestose, di lui che fantastica di volare sopra i paesaggi galiziani con "nessun dorma" in sottofondo. Il finale è molto duro ma pur sempre fedele a come sono andate le cose in realtà.

Ma "Mare dentro" è stato sfortunato perchè solamente ventiquattr'ore prima avevo visto "Le conseguenze dell'amore" di Paolo Sorrentino. Del cui film sono rimasto estasiato, diobò! ...e quindi ogni altro lungometraggio, bello quanto si voglia, avrebbe perso di significato a confronto!

Toni Servillo (e le sue frequenti "pause" nel corso dei dialoghi) è e-c-c-e-z-i-o-n-a-l-e ! La storia si snoda nella Svizzera italiana, in un albergo dove Titta Di Girolamo (Servillo), un elegante cinquantenne, vive da 8 anni senza apparentemente far nulla - tranne fumare innumerevoli quantità di sigarette -

Niente lo tocca, è superiore in tutto, non sembra quasi avere sentimenti umani. E' antipatico ma incuriosisce sempre di più a ogni ulteriore inquadratura....si brama di conoscere cosa veramente fa (?), come era la sua vita prima (?), perchè è finito lì (?)...e pian piano tutti i nodi vengono al pettine e si scoprono i segreti inconfessabili di Titta grazie anche a una cameriera dell'hotel (Olivia Magnani, somigliante in maniera incredibile alla Signorina Banshee  ), incuriosita, come lo spettatore, da quest'uomo misterioso e inconsapevolmente riesce nell'impresa di farlo "risvegliare" dal torpore in cui vive ormai da troppo tempo. Si incrinano i perfetti ingranaggi del protagonista, ormai abituato a quella vita senza sorprese...sempre uguale....qualcosa scatta nella sua testa in seguito a un "contrattempo-da-nove-milioni-di-dollari" e lo mette in quel posto ai suoi aguzzini ma sfortunatamente il destino non era stato avvertito del suo "risveglio". Mi ricordo di avere sonoramente imprecato durante la visione, fanculo al destino!

Midiga la scena in cui la telecamera sorvola ai limiti dell'impossibile sul Servillo-post-pera (ma sempre composto, altrochè strafatto!), colpisce la colonna sonora con, tra gli altri, Mogwai e Lali Puna (che non m'ero mai cagato fino ad oggi, grosso sbaglio!!) che accompagnano il film con ritmo incalzante e, non si sa bene il perchè, si sposano alla perfezione col compassato Titta. Amo questo filmazzo in tutto e per tutto.

L'edizione in dvd è zeppa di contenuti speciali che fanno gustare in tutte le sfumature possibili questo gioiellino italiano. Non ha nulla da invidiare a molte produzioni estere e sinceramente mi chiedo...ma perchè non è a lottare contro Zhang Yimou e Amenabar ai prossimi Oscar?

W Raffaele Pisu.

giovedì, 13 gennaio 2005

Tra l’altro ieri e ieri.

 

Vado a dormire alle 3 passate.

L'indomani mattina (cioè hier) devo lavare la macchina (ordini dall'alto), e prima d(ovrei) anche passare in cooperativa a ritirare il mio congruo assegno di 310 euro.  Con tanta cura programmo le solite 3 sveglie; decido per 8.59 - 9.03 - 9.06 ben sapendo che non mi sveglierò mai per quell'ora.

Alle 9.30 russo (almeno così qualcuno dice) beatamente ma, infida, la Marcia Trionfale del Verdi inizia a trillare. Oltre a farmi prendere un colpo, stranamente mi sveglia e vedo visualizzato nel display "fratimo" ("mio fratello" in dialetto cingolano) e penso "ma che cazzo vole mi fratello adè?"

E' a Pescara, sta lavorando, dice che ha scordato a casa un fascicolo importante e mi chiede gentilmente di portarglielo (non lo sto dicendo ironicamente, mio frate è un "pezzo de pà", me l'ha davvero chiesto con il cuore in mano…e un dito nel naso, suppongo  ). Ci vogliono due ore di treno e infinite rotte di coglioni per arrivare a Pescara. Lì per lì sbiascico (ma in realtà non sapevo cosa stessi dicendo) sonnolento che "boh, cioè, ma ti servono veramente?". Dopo uno sbadiglio lungo mezz'ora mi alzo e decido sul da farsi. Non ci vado. Ok, sono deciso, chi me lo fa fare, è una gran cappella arrivare fino in Abruzzo, è freddo, sono cagionevole di salute, ho 25 anni, porto il 41di scarpe, ho gli occhiali, adoro il pesto alla genovese, ecc ecc......

20 minuti dopo sto per partire alla volta di Roseto degli Abruzzi (la nuova destinazione). Mio padre guida come una scimmia drogata ma per fortuna non ci schiantiamo contro nessun palo e arriviamo ad Ancona sani e salvi. Mi rendo conto di avere scordato sciarpe e cuffia a casa, è frescazzo. Il treno partirà après deux heures; francese o no, apperò che palle!!

Per fortuna ho portato con me al volo "Le particelle elementari" di Michel Houellebecq, che usa la parola STOLIDO ben tre volte in cento pagine (il romanzo è grandioso, grazie!  ) e il viaggio passa in un baleno.

Arrivo, dò il prezioso fascicolo a mon frère e conversiamo su tumori maligni e musica popolare marchigiana e, dopo aver acquistato la cartolina più bella do mundo, siamo davanti alla stazione di Alba Adriatica. Nel vano divisorio tra un vespasiano e l’altro campeggia una scritta col pennarello rozzo “Lo Stato fa il suo operato, Io non glielo opero”… tutt’ora non l’ho capita ma non importa, mi aspetta il treno del ritorno.

Proseguono le Particelle Elementari mentre una vecchia-impellicciata-mezza-strabica chiede al controllore ogni 10 minuti quanto manca per Ancona.

Finalmente a casa. Stanco.

La morale è: .

lunedì, 10 gennaio 2005

Racazze e racazzi di tutto il mondo unitevi: decifratemi s'il vous plait  'sta canzone dei 24Grana..

Musicalmente è straooordineria, mentre il mio essere marchigiano non mi permette di azzeccare ancora molto bien il significato di qualche parola, non lapidatemi!

Sappiate che tutti i proventi sul significato della canzone andranno interamente devoluti al povero ragazzo che è stato multato questa notte alle 00.01 a Napoli, un minuto dopo che la legge anti-fumo era scattata. che gran sfiga del cazzo!

"A' Cascia"

Tengo na cascia
e robba doce
cavero e angoscia
ind'a nu vascio
ballo co ‘e cosce
e nun m’ammoscio
o Capo paascie
co na paposcia
che quanno piscia
nun ce riesce

Tengo na cascia
na gatta rossa
na sora moscia
nu pate fascie
nu zio ca Porsche
n’amico trash
co a sora flash
e piglia ‘e Rosche
ma poi m’ammoscia
e si ne jesce

Ho perso tempo a cacciare
dalla cassa il male
che mi rode e mi logora
ho bisogno di stare attento
a questa cassa
che la prendo e mi scivola
in maniera comica


A cascia scioscia
o sci ca jesce
o sciù ca coce
o Scià che piscia
Mijsha bagascia

Tengo 'na cascia
Tengo 'na cascia
Tengo 'na cascia

Ho perso tempo a cacciare
dalla cassa il male
che mi rode e mi logora
ho bisogno di stare attento
a questa cassa
che la prendo e mi scivola
in maniera comica

Berlusca Cosca
vasco int a vasca
bush e' nu pusher

giovedì, 06 gennaio 2005

Oscar Miglior Attore Non Protagonista 2004

martedì, 04 gennaio 2005

Dopo una settantina di pagine lo volevo abbandonare al suo destino, nel limbo dei libri iniziati mai veramente amati e mai finiti come "La vergine dei sicari" di Fernando Vallejo. (cazzo, dovrei riprendere a leggerlo)

Ma sono andato avanti a leggere, anche 3 pagine al dì....e dopo averle lette tutte e 286 posso dire che mi ha conquistato. E' forse il romanzo di Chuck Palahniuk che mi ha più appassionato, un piccolo capolavoro.

In alcune parti mi ha ricordato "Rosemary's Baby" di Polanski.

Nel film Mia Farrow veniva drogata dagli amorevoli vicini per fare portare a buon fine la gravidanza e immolare il futuro figlio a vittima sacrificale, dopo che il marito aveva stretto un patto col diavolo; nel libro Misty viene drogata dalla suocera (bastarda quanto i coniugi Castevet messi insieme) per far esplodere la sua vena artistica al fine di riportare Waytansea Island ai fasti di un tempo. Più o meno..poi Palahniuk ci mette ovviamente molto del suo....delirio!

“...Peter le raccontava sempre di Paganini, forse il miglior violinista di tutti i tempi. Era afflitto da tubercolosi, sifilide, osteomielite alla mandibola, diarrea, emorroidi e calcoli renali.. . Il mercurio che i dottori gli prescrivevano per la sifilide lo intossicò fino a fargli cadere i denti. La pelle gli divenne grigiastra. Perse i capelli. Paganini era un cadavere ambulante, eppure quando suonava il violino diventava immortale.. . A sentire Peter, ciò che lo affliggeva era anche ciò che lo rese un genio..

Bene, i toast sono in tavola, vado a mangiare. Buona cena!

adesso è pure martire...